La Chiesa

Cenni storici

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Pochissime e frammentarie sono le fonti e le notizie storiche che ci danno informazioni su questo importante complesso monastico sorto, in un’oasi di pace, su una amena collina fuori le mura della città di Rossano.

La chiesa dedicata a Santa Maria delle Grazie, appartenuta al primo convento dei Cappuccini, è stata edificata, secondo alcune fonti, nel 1549. Tra il XVII-XVIII avvenne il rifacimento ed il restauro dell’intero complesso monastico.

La facciata, unica sia per la chiesa che per il monastero, si presenta rettangolare con alla sommità alcune mensole (beccatelli) che sorreggono il cornicione, mentre risulta più basso il fronte della facciata della Cappella.  L’ingresso principale è caratterizzato dalla presenza di alcuni gradini in pietra locale e da un portale, anch’esso in pietra, con architrave curvilineo. Sopra di questi si trova la finestra la cui decorazione artistica, come altre, è stata realizzata, in tempi recenti, dall’artista Cornelia Rota, allora membro della fraternità monastica. La copertura della chiesa è del tipo semplice a capanna su capriate lignee, sormontata da un manto in coppi e da un esile ed elegante campanile.

La chiesa, realizzata in mattoni di argilla e pietra, molte delle quali prelevate dalle campagne circostanti e dall’alveo del torrente Celadi, presenta un interno a pianta longitudinale ad una sola navata con la Cappella del Santissimo Sacramento, posta sul lato sinistro di chi entra. Tutta la Chiesa risulta riccamente decorata in stile barocco e presenta lungo le pareti delle paraste modanate, sormontate da capitelli compositi che sorreggono una trabeazione, sulla quale si imposta una volta a botte decorata a stucco. Sul presbiterio, in alto, è presente un affresco del XVIII secolo raffigurante “l’Incoronazione di Maria tra Gesù e il Padre Eterno”. Opera, questa, recentemente restaurata, dal maestro restauratore Giovanni Piccirillo.

Direttamente collegata all’aula liturgica, subito dopo l’ingresso principale, troviamo la Cappella del Santissimo. Consta di un piccolo ambiente quadrangolare a cui si accede una volta varcata l’antica balaustra realizzata in scagliola dipinta a finto marmo. Questa rappresenta un laborioso esempio artistico di maestranza locale che, ispirandosi alla tradizione napoletana, ha saputo interpretare con i colori la naturalezza delle venature del marmo. A seguito della ristrutturazione settecentesca la Cappella ha assunto l’aspetto attuale con le decorazioni in stucco che arricchiscono la volta ribassata, a finta cupola, con sulle pareti laterali due ampie finestre mistilinee. Sulla parete di fondo troviamo l’altare, del XVIII sec., riccamente intarsiato con marmi policromi che rimandano a quelle maestranze napoletane, che sul territorio hanno contribuito a diffondere l’arte del commesso in pietre dure.

Durante gli ultimi lavori di restauro della Cappella, sopra l’altare marmoreo, è stato rinvenuto, nella nicchia in alto, l’antico dipinto murale raffigurante la Madonna delle Grazie e che molto probabilmente venne realizzato in sostituzione del dipinto su tela che i monaci trasferirono alla Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli. Altra importante scoperta, che certamente rimanda alla primitiva Cappella del XVI sec., sono i conci in pietra di tufo squadrata che sono stati ritrovati sulle pareti dell’arco trionfale di accesso alla Cappella.

Nel corso degli anni la pavimentazione in riggiole della Chiesa a causa dell’umidità di risalita ha subito notevoli danni, tanto da essere stata rimaneggiata più e più volte nel corso tempo. Vennero addirittura demoliti due altari e la pavimentazione del presbiterio e della Cappella.

Con gli ultimi lavori di restauro, finanziati dalla Conferenza Episcopale Italiana, con i fondi dell’otto per mille alla Chiesa Cattolica, e dall’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, ad opera dell’Arch. Antonio Aprelino, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza SABAP di Cosenza, si è eseguito un intenso e minuzioso lavoro di rifacimento, curato nei dettagli e volto al recupero della memoria storica dei luoghi, che ha interessato, sia gli ambienti interni che esterni. Di particolare interesse il recupero e l’integrazione della pavimentazione in riggiole, il rifacimento degli intonaci e delle decorazioni, la tinteggiatura dell’intera Chiesa a base calce, così come il ripristino degli infissi e la ricollocazione dell’antico fonte battesimale in pietra e delle lapidi marmoree.

Durante i lavori è stato altresì rinvenuto (e poi recuperato) nella Sagrestia, sotto pavimento, l’antico pozzo-cisterna che i monaci usavano per la raccolta dell’acqua piovana ad uso domestico. A completamento dei lavori è stata rifatta l’illuminazione a Led e l’adeguamento liturgico del presbiterio della Chiesa.

In Chiesa sono custodite le lapidi e i resti mortali di alcune nobili famiglie rossanesi come i Labonia, gli Amarelli e i De Rosis. Qui trovano riposo le spoglie di Domiziano, padre di Madre Isabella De Rosis (1842-1911), religiosa, fondatrice della congregazione delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore. Nel dicembre 2005 Papa Benedetto XVI l’ha proclamata Venerabile Serva di Dio, primo passo sulla via della canonizzazione.

Santa Maria delle Grazie: cinque secoli di storia, silenzio e fede, sulla collina sacra di Rossano

  • Indirizzo

    SP 250, 87064
    Corigliano-Rossano, a.u. Rossano

  • Telefono

    +39 389 562 5413 (Sr. Antonia)